Noi, della "Guida ai ristoranti Amici", ci dedichiamo alla ricerca di ristoranti che rispondano innanzi tutto all'esigenza di consumare, anche una sola portata, e poi non provare conseguenze.
Secondo noi, ricordare un felice incontro con una pietanza "solo" per il piacere che essa ci ha procurato, significa aver goduto di buona cucina, meritevole di essere raccontata e raccomandata.
Siamo noi per primi che dobbiamo imparare ad alimentarci ricordandoci della nostra età e siamo convinti che, se il "dopo assunzione" di un pasto va bene per noi, allora può andare bene per tutti.
Piuttosto rinunciamo al vino, e su questa rinuncia ci facciamo propositivi per evitarla, ma nel dopo pasto dobbiamo provare in noi stessi che la "qualità" del ristorante che ci ha ospitati merita la segnalazione nella nostra "Guida".
Anche in questo modo ci gratifichiamo e i ristoratori dovrebbero ascoltare le nostre esigenze e, forse, potrebbero offrire nuove proposte.
Non siamo dei professionisti nel campo della ristorazione, siamo esperti delle reazioni che ciascuno di noi sopporta per l'esigenza di alimentarsi.
Occorre l'incontro tra l'esigenza di consumare al ristorante e la proposta del ristoratore.