L'antica osteria Al Bersagliere di Asolo.
Scheda inviata al Concorso 2009 Luoghi di Valore presso la Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso.
Testo di Lucio Polo.
Può un'antica osteria essere conosciuta e amata come luogo di valore?
Forse sì, se in un mondo luccicante di Snack al neon, da più di cent'anni ininterrottamente sui suoi tavoli di buon legno vecchio passano boccali di vino dei colli e torno torno si succedono generazioni di gaie brigate, di coppie in amore (ma non si indaghi se clandestino o no . . .) e solitari avventori in cerca di se stessi.
Sì, se da una mensola corrente a mezza altezza, ti guardano dagherrotipi in bianco e nero del nonno bersagliere, che a fine Ottocento qui versò la prima delle centocentomila "ombre", e adesso se ne sta per sempre dipinto, cappellaccio a sghembo sul volto baffuto e forte, in un ritratto conservato al civico Museo. E' lo stesso bersagliere che sul fronte esterno della piccola osteria, in alto, da un tondo di ferro guarda a chi arriva e intanto fa sapere, ma sempre a mo' di benvenuto, che quella è la sua osteria, cioè l'Osteria del Bersagliere. All'interno, da muro a muro, festosi acquerelli e olii e schizzi alla brava: è il grazie di artisti di ieri dell'altro ieri e di oggi, toccati come tutti dalle suggestioni dell'ambiente, del paesaggio e del mutevole cielo affacciato alle finestre, e verosimilmente attratti dai sentori di pan cotto a legna e formaggio, che sulla soglia ti vengono incontro col sorriso della Marisa.
E come luogo?
Forse sì, se il luogo è, appunto, un qualcosa di definito, irripetibile e quindi diverso da ogni altro. Qui, un puntolino nascosto tra colline verdeggianti, abbracciato verso mezzogiorno ad una pergola e verso sera ad una gloriosa buganvillea, mentre fino al tardo autunno piante e fiori e ancora fiori serrano a ghirlanda la vecchia osteria in una nuvola di colori. Dentro, più tardi, altri incantesimi traversano l'inverno, perché allora tutto si raccoglie attorno al ceppo, e se vuoi, invisibili presenze siedono volentieri con te, e davanti al bicchiere, puoi lasciarti andare a discorrere di bevute, di amicizie, di cose belle e cose passate, dell'ultima vendemmia e insomma del mondo che va come va. Intanto ti senti, fuor di casa tua, in un'altra casa tua: è il sortilegio dell'anima del luogo.
E che possa definirsi luogo di valore?
Forse sì, se il valore abita il luogo come lo spirito il corpo.
Sì, se nel luogo governano la semplicità, la tranquillità, la silenziosa alacrità del padrone e la spontaneità di una padrona di casa dalla simpatia inscritta a caratteri ridenti nei modi e nel volto. E ancora sì, se lo scrittore in cerca d'ispirazione, il filosofo in traccia della struggente causa causante, il boscaiolo in vena di un'ombra, brigate di amici ovvero un qualche signor Nessuno, all'ora giusta qui trova la quieta frescura ovvero il calore discreto, il gesto amichevole, la socievolezza che non ha bisogno di parole, e naturalmente un bicchier di vino, pane e due tre fettucce di ottimo speck. Null'altro, inutile chiedere e peggio insistere, giacché i padroni di casa conoscono bene il senso, cioè il valore di quest'attimo che chiamiamo vita, e la vita loro hanno scelto di viverla nel segno dell'Ecclesiaste, ora alla bersagliera, ora liberamente, nell'andare a spasso o gioiosa intimità di figli e nipoti che scendono per i rami del bersaglier Giovan Battista.
Lucio Polo, in Asolo, primavera 2009
Nota storicotopografica.
Il "forse", qui è un vezzo retorico del tutto fuori luogo, dal momento che siamo in Asolo e l'Osteria di cui si parla è appunto quella del Bersagliere. L'Osteria ti appare all'improvviso, al di là di una curva dell'ondivaga stradina di san Martino, altra volta fortunoso campo di bocce per la gente del luogo. Oggi la strada, volta a mezzogiorno, è un lungo delizioso belvedere, che tenendosi a rispettosa distanza dalla Rocca, gioca tra l'ombra e il verde delle colline fino a Forcella Fornet e oltre. Annuncio del bosco che in parte la protegge, l'Osteria sta come in punta di muro su una balza fiancheggiante la strada, ed è un silenzioso ma quasi irresistibile invito a sostare.
L'ignoto costruttore, forse illetterato capomastro, nella struttura e nella collocazione della costruzione si è espresso col più persuasivo linguaggio dell'accoglienza. Renzo Piano lo direbbe suo eccellente collega.
Fondatore e primo proprietario dell'Osteria è stato Giovan Battista Stona, nato nel 1871, e quindi bersagliere nella prima guerra mondiale. E' il personaggio dal cappellaccio ritratto da Guglielmo Talamini, dipinto oggi esposto nel Museo Civico di Asolo. L'insegna sul fronte dell'Osteria gli fu donata alla fine dell'Ottocento da Angelo Reginato. A Giovan Battista successe nel 1945 il figlio Francesco, padre dell'attuale proprietaria Marisa, al banco dell'Osteria col marito Gianni Vettorazzo dal 1976.
(Note storiche e ricerche fotografiche di Giovanni Stona, fotografie di Mario Malaguti, testi di Lucio Polo, la "Marisa del Bersaglier" è di Mariuccia Polo)
***
Informazioni
- Il luogo è l'osteria con l'insegna:
- Antica Osteria al Bersagliere
- Via San Martino, 27
- 31011 Asolo (Treviso)
- telefono: +39 0423 952 744
- con piccolo giardino e terrazza, spazio aperto pertinente ad insediamento terziario dalla fine dell'Ottocento.
- Già presente in mappali del 1800 il piccolo fabbricato, che costituisce l'esercizio pubblico e l'abitazione, è da oltre cent'anni di proprietà della famiglia Stona che ha ininterrottamente gestito l'Osteria.
- a) slide show quale progetto di presentazione, b) ritratto a matita.
Hanno collaborato con Lucio Polo proponente del luogo:
- Malaguti Mario
- Piazza della Vittoria, 16 - 31100 Treviso
- mario@malaguti.org
- per le fotografie
- Polo Mariuccia
- Borgo Cavour, 99 - 31100 Treviso
- mariuccialucio@libero.it
- per il titratto a matita
- Stona Giovanni
- Via San Martino, 32 - 31011 Asolo
- stona.gio@libero.it
- per le note storiche e le ricerche fotografiche e cartografiche.
- Posizione della pagina: http://www.mariomalaguti.it/lp/albersagliere.html
- Realizzata in data 8 settembre 2009 alle ore 15:30
- Ultimo aggiornamento in data 9 settembre 2009 alle ore 19:45

